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Guerra

Risuonano boati di guerra
Le notti spazzate dai lampi umani
Le metropolitane rifugi improvvisi
Le lunghe code di profughi del mondo
La neve si macchia di rosso
La terribile arroganza umana di nuovo avanza
Calpesta piccole vite quotidiane
Terrore orrore devastazione grida sguardi assenti braccia alzate
Le madri scrivono il gruppo sanguigno sul corpo dei loro figli
Una piccola donna mette fiori di girasole nelle tasche del soldato
Se un giorno lui morirà loro spunteranno
Con i loro petali gialli, con i loro semi carichi
26 febbraio
S.P.
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Dubbio

Viviamo una duplice realtà?
Di giorno
Alberi verdi, fiori colorati, cielo azzurro
Mare blu e montagne innevate
Animali con precise forme e colori
Persone che camminano, corrono, parlano
Di notte
le cose prendono altre sembianze, altri colori
Fluttuano, volano, si spostano da uno spazio all’altro
Le forme si fanno fluide
Il tempo corre avanti e indietro
I cieli sono girandole impazzite di mille sfumature
Tutto è leggero, evanescente, impalpabile
Quale realtà è vera?
25 febbraio
S.P.
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Il giorno si trasforma in notte

W. Kandinskij La vita di nuovo si sconvolge
Sotto la pressione di un mondo in disfacimento
Tutto di nuovo oscilla e freme
La paura dilaga e si trasforma in orrore
Cosa resta dei giorni andati?
Presente passato e futuro si fondono in unico istante
I sogni si rincorrono senza svelarsi, persi nella notte
Nuove consapevolezze diradano la nebbia che si infittisce ad ogni passo
Il giorno si trasforma in notte sferzata dal vento freddo del nord
Grida si alzano ovunque
Sgomento e paura percorrono il cielo assonnato
Viviamo in tempi bui e distratti dove ci si preoccupa del niente
Parole scivolano come ciottoli bagnati nel fiume
Il senso si è distratto o perso in qualche oscuro anfratto
La coscienza non riesce ad emergere dalle sabbie mobili in cui si è invischiata
Uomini stupidi e inconsapevoli governano il mondo
Mentre ognuno di noi combatte la sua silenziosa battaglia
24 febbraio
S.P.
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La vecchia signora

L. Gestel Piccole luci si accendono nel buio
Una vecchia signora fuma una sigaretta sul divano
La stanza profuma di arance mentre la giovane donna ride
Bolle di sapone volteggiano nell’aria
Il grande salotto si accende di tramonto mentre il mare fruscia distante
Un sospiro leggero pervade l’aria rarefatta
Biondi capelli nel vano della finestra
Un acquazzone improvviso fa gridare i gabbiani
Maschere si aggirano stanche
Il medico dice ottimo, la cura funziona
23 febbraio
S.P.
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Domande

Cosa rimane della vita?
Un soffio, un alito, un sogno?
Dove si va? Chi o cosa diventiamo?
Energia? Nulla? Polvere di stelle?
Domande a cui non ho risposte
Almeno non ora
Ma mai le avrò?
Il ricordo fa vivere o è solo un’ ancora,
una zattera per chi rimane?
Quando il tempo finisce, finisce il tempo?
I profumi, i suoni, quella voce risuonano ancora?
Vibrazioni di atomi, non siamo che questo
Possiamo sperare che qualcosa di noi rimanga nei luoghi che ci ricordano?
Ancora domande, infinite domande
22 febbraio
S.P.
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Temporale

Il giorno sfuma nel violetto
La grandine, improvvisa, spazza il viale
Gli animali cercano un rifugio
Nel vento impetuoso volteggiano grandi petali rosa
Dalla finestra osservo il nubifragio
Bambina disegno un cuore sul vetro appannato
Poi mi ritiro al vibrare del tuono
Rivoli lucidi invadono il mondo
Grandi pozze fuori dalla porta
Forse le rane sono felici?
E i pesci bagnati?
Ognuno nel suo universo vive realtà diverse
21 febbraio
S.P.
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Vibrazioni

C. Monet La nuvola rosa di fiori di magnolia
Si staglia nel cielo azzurro
Le macchie gialle delle mimose
Costellano le colline
Stelle diurne nel verde argenteo
Piccole viole profumano l’aria
Due falchi volteggiano nel cielo
Tutto vibra al suono di una lieve brezza
Il sole riscalda la pelle fredda per il lungo inverno
Timidi annunci di rinascita
20 febbraio
S.P.
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Pensieri

Il tempo passato ritorna
Il vortice ci avvolge di nuovo
Giorni di tensione e paura
Speranze che lentamente scivolano nella disperazione
Tutto ricomincia senza fine
Di nuovo si sospende il tempo nell’attesa
Cieli grigi ci sovrastano mentre il vento si acquieta
Vaghi pensieri sciamano nell’aria turbolenta della sera
17 febbraio
S.P.
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Vastità

Montagne innevate chiudono l’orizzonte
La vasta pianura sferzata dal vento gelido
Cavalli bianchi corrono veloci
Fumo sale nel cielo
Tutto profuma di ghiaccio e neve
Un vecchio avvolto in una coperta guarda attento la vastità
14 febbraio
S.P.
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Chi rimane

Solo questo posso dire al migliore amico, o alla migliore amica;
“Ti auguro di non essere chi resta”
Troppe volte sono stata colei che accompagna e resta… troppe volte.
Chi rimane deve affrontare un lungo buio fatto di silenzio pieno;
in cui risuonano la voce, i passi, i sogni di chi se ne è andato.
Chi rimane deve inventarsi nuovi giorni fatti di assenza.
Chi rimane, rimane privo, amputato, con l’arto fantasma che per sempre duole.
13 febbraio
S.P.