
Solo questo posso dire al migliore amico, o alla migliore amica;
“Ti auguro di non essere chi resta”
Troppe volte sono stata colei che accompagna e resta… troppe volte.
Chi rimane deve affrontare un lungo buio fatto di silenzio pieno;
in cui risuonano la voce, i passi, i sogni di chi se ne è andato.
Chi rimane deve inventarsi nuovi giorni fatti di assenza.
Chi rimane, rimane privo, amputato, con l’arto fantasma che per sempre duole.
13 febbraio
S.P.