
Abbiamo paura della morte,
eppure lei sempre ci accompagna.
Ci sfiora molte volte,
molte volte ci osserva da lontano.
Noi fingiamo di non sapere
della sua costante presenza;
ci ubriachiamo di quella che chiamiamo Vita.
Ma infondo è pur breve la nostra vita,
difronte alla sua eternità.
Così lei ci lascia nelle nostre illusioni,
finché un giorno si stanca del gioco, e,
come un gatto col topo, sferra il colpo,
e noi,
attoniti e increduli di tanta malvagità,
torniamo nel Nulla da cui un giorno,
per sorte beffarda, fummo chiamati.
24 gennaio
S.P.